Disabilità: concluso il trienno di formazione ICF

CAGLIARI, 25 GIUGNO 2010 - Si è recentemente concluso il trennio di formazione nell'ambito dell'ICF (Classificazione Internazionale delle disabilità e della salute) avviato dalla ASL di Cagliari. Da settembre 2008 a Giugno 2009 e nel corso dell’anno 2010 l’ASL di Cagliari ha infatti attivato tre percorsi formativi sullo strumento ICF con l’obiettivo principale di avviare un processo di disseminazione e conoscenza per la sua applicazione nell’ambito dei diversi servizi territoriali.
Il percorso formativo ha visto coinvolti nella prima fase (2008) gli operatori del Distretto di Cagliari – Area Vasta con l’U.O. Cure domiciliari, con il Centro di Riabilitazione Sociosanitaria dell’Ausonia e con l’UVT del PUA . Nel corso del 2009 si è successivamente attivato un ulteriore percorso con il coinvolgimento delle UVT degli altri Distretti della ASL di Cagliari e la partecipazione di alcuni operatori delle equipe dei centri di riabilitazione accreditati che operano in integrazione con ASL nei percorsi di presa in carico sociosanitaria.
L’articolazione del percorso formativo ha visto una sua strutturazione strategica finalizzata ad un utilizzo e successiva più ampia disseminazione di ICF anche in altri servizi dell’azienda sanitaria, i cui partecipanti dovranno far parte di équipe di lavoro ben integrate e motivate ad usare un linguaggio comune per la condivisione delle abilità e del potenziale dell’utente e dei problemi ad essi correlati.

L'ICF: che cosa è
L'ICF è uno strumento di osservazione e descrizione della complessità della persona che presenta difficoltà nel “funzionamento”. In quanto tale non permette di associare un profilo standardizzato di gravità ad una persona, ma attraverso la scelta di codici permette di delineare (usando la semantica che lo caratterizza) il grado di intensità con cui i problemi della persona (descritti dal codice) interferiscono con la sua vita quotidiana, limitandone in alcuni casi il funzionamento. Da questo punto di vista l’ ICF non sostituisce gli attuali strumenti di VMD usati dai servizi o dalle UVT, ma cerca di integrarli per garantire un linguaggio unico di conoscenza della persona da usare per la pianificazione e per la progettazione dei specifici interventi (siano essi di assistenza alla persona o di modifica dell’ambiente di vita o di inclusione sociale).

Gli obiettivi futuri della formazione in campo ICF saranno:
•Applicare nei servizi territoriali i principali concetti filosofici ed il lessico della Classificazione Internazionale delle disabilità e della salute (ICF);
•Promuovere un’informazione corretta della codificazione e decodificazione;
•Creare una comunicazione uniforme e condivisa tra i Servizi Distrettuali per favorire la celerità e l’appropriatezza nell’erogazione delle prestazioni assistenziali e riabilitative.
•Integrare gli attuali strumenti di raccolta dati con l’utilizzo informatizzato della classificazione